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ULTIMA ORA          Tesseramento Stagione 2020/2021 Dal 3 agosto sarà possibile effettuare il tesseramento per la stagione 2020/2021. Diventa socio ed entra anche tu nella grande famiglia nerazzurra!!  

                      
IVANO BORDON “IN PRESA ALTA” a cura di Jacopo Dalla Palma

Lo dico subito: molto spesso libri di questo tema sono scritti in maniera approssimativa, saltellante, privi di filo-conduttore.
Questo di Jacopo Dalla Palma su Ivano Bordon, invece, si legge veramente con piacere, con semplicità, senza difficoltà di nessun genere.
E’ la storia di questo veneziano nato il 13 aprile 1951, alto 1.83, di 78 kg., che dal 1969 al 1983 ha militato nell’Inter Football Club di Milano, collezionando alla fine 382 presenze, 2 scudetti (1970/71 – 1979/80), 2 Coppe Italia (1977/78 – 1981/82), un Torneo di Viareggio (1971) e una montagna di ricordi.
A difendere la porta della squadra nerazzurra milanese ci sono stati Walter Zenga, Francesco Toldo, Lorenzo Buffon, Julio Cesar, Giorgio Ghezzi, Gianluca Pagliuca, Giuliano Sarti, Lido Vieri, Samir Handanovic ed, appunto, anche Ivano Bordon…
Portiere freddo ed affidabile, dotato di un ottimo senso della posizione: i suoi riflessi gli valsero il soprannome di “Pallottola”, coniato da Sandro Mazzola.
Campione del Mondo nel 1982 come vice di Zoff (in totale 22 presenze azzurre), ritiratosi nel 1989, nel libro racconta di come, nel 1966, passò dalla Juventina Marghera all’Inter per centomila lire. L’8 novembre 1970 esordì in Serie A in un Milan-Inter 3-0 ma divenne famosissimo per aver parato tutto negli Ottavi di finale di Coppa dei Campioni 1971/72 contro il Borussia Monchengladbach!
Ovviamente nel libro c’è anche la storia di quando militò nella Sampdoria, nel Brescia, nella Sanremese, di quando era preparatore dei portieri alla Solbiatese, all’Udinese, alla Juventus, all’Inter (1999/2001), alla Nazionale, dei premi vinti. Ma, anche per il lungo periodo durato ben 14 anni, il libro ha ben 6 capitoli su 10 di Ivano Bordon in… nerazzurro.
Notizie, ricordi, sensazioni, emozioni, sentimenti vissuti nella Grande Famiglia Nerazzurra con persone come Lido Vieri, Giacinto Facchetti, Renato Cipollini, Gabriele Oriali, Eugenio Bersellini, Rino Marchesi, Ivanoe Fraizzoli…
Fedele al motto “un portiere non si arrende mai”, Bordon anche in questo libro dimostra di essere stato un Campione mai fuori posto e che, grazie ai Valori trasmessi dai suoi genitori (papà Danilo e mamma Gemma), ha saputo affermarsi nel dorato Mondo del Calcio imparando anche dalle sue sconfitte.
Un bel libro, da leggere con piacere, che consiglio a tutti.                                             
EMILIO VITTOZZI
Napoli - INTER di Coppa Italia post-pandemia Corona-virus...

“Sembran traversie eppure sono opportunità” affermava Giambattista Vico, che invitava a capovolgere un evento negativo in occasione propulsiva. Tanti “Soloni” hanno affermato che il Corona-virus è stata un’occasione per tornare a parlarsi in famiglia, condividere spazi, momenti solidali, riscoprire comuni passioni lasciate assopire come ascoltare la musica insieme, godersi programmi radiofonici, vedere insieme film, fiction o commedie.
Questo è stato il senso del cosiddetto “ibernamento”: farlo rendere, fare, impegnarsi, tenersi occupati, tenersi “svegli”, preoccuparsi degli altri, parlare, confrontarsi (via telefono, Facebook, Instagram, Messanger), meditare, rimettere in ordine pensieri, armadi, biblioteche, discoteche, scarpiere (per poi mettere il nostro “superfluo” in bustoni di plastica per chi lo considera “essenziale”!).
Si, va bene, ma agli amanti dello Sport, del Calcio, è mancata l’attesa frenetica dell’evento, il pre-match, lo scommettere sul risultato finale.
E’ mancato anche vederlo con amici che tifano come te, abbracciarsi se la tua squadra del cuore ha segnato, disperarsi se la tua squadra del cuore ha subito un gol dagli avversari…
E’ mancato l’arrivo dinnanzi alla tele, con birre, coca, vino, pizze, frittini, dolci…
E’ mancato il coro prima dell’inizio, insieme, tutti insieme, al di là e al di sopra di categorie professionali, di ideali politici, di fedi religiose…
E’ mancata la bolletta da giocare dopo frenetici consulti tecnici…
Ma tutto sembra tornato…
Anche se non ri-torneremo ad abbracciarci, a ridere, a bestemmiare, a maledire la nostra amata squadra, che ci unisce da sempre, che sempre ci unirà perché tre, e solo tre, sono le cose che non si possono mai cambiare: la mamma, i figli e la squadra del cuore (a meno che tu non sia quel “venduto-leccaculo” di Emilio Fede, prima direttore di “Hurrà Juventus” e poi “servo sciocco di Berlusconi-Presidente del Milan”…)!
…E così siamo giunti a Napoli-Inter di Coppa Italia.
All’andata hanno vinto gli azzurri per 1 a 0.
Bisogna rimontare… Ma ce la faremo?
Soprattutto in questo periodo – fase 3 – partite senza pubblico presente negli stadi?
Diciamo la verità: siamo tifosi, sinceramente tifosi, profondamente tifosi dell’Inter ma siamo Uomini di questo tempo tormentato dal Corona-virus…
Abbiamo ancora in mente la fila dei camion militari che portavano bare ai camposanti di Milano e zone limitrofe.
Abbiamo ancora in mente i tanti, tantissimi morti per il Covid 19 seppelliti senza neanche il saluto dei familiari, parenti ed amici, né la benedizione del prete.
Abbiamo ancora in mente i tanti suicidatisi per essere stati messi in cassa integrazione, aver perso qualcuno, aver perso il lavoro.
Abbiamo ancora in mente i silenzi delle città irreali, spettrali, inusuali.
Abbiamo ancora in mente lo sbigottimento, la perplessità, la paura dei primi giorni di pandemia.
Ma “the show must go on” han decretato i massimi vertici calcistici, su pressione degli interessi economici…
E mi viene in mente Juventus-Liverpool del 29 maggio 1985 dove si giocò nonostante i 39 morti a bordo campo (con i festeggiamenti della squadra bianconera a fine gara!)…
E mi viene in mente Francesca Gattuso, sorella dell’allenatore del Napoli, morta in questi giorni a 37 anni per un diabete aggressivo…
E mi viene in mente Mister Gigi Simoni, signorile allenatore dell’Inter vincitrice della Coppa UEFA nel 1998 a Parigi contro la lazio, morto in questi giorni…
E mi viene in mente Lello Abilitato e l’Inter Club Torre del Greco che avrebbero dovuto festeggiare il quarantesimo dalla fondazione, festa rinviata a data da destinarsi…
E mi viene in mente Alessandro Civale e l’Inter Club Portici “22 Maggio” che avrebbero dovuto festeggiare il decennale dalla fondazione, festa rinviata a data da destinarsi…
E mi viene in mente una poesia che recita Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso…                                               
EMILIO VITTOZZI
RICORDI NERAZZURRI…

Io la ricordo l’Inter 1970/1971…
Non avevo ancora conosciuto Adriana de Leva, Lello Capuano, Ciro Nicastro, Roberto Aprea e, quindi, non avevo ancora fondato l’Inter Club Napoli “dal Vesuvio con Amore”, ma, essendo nato nel 1958, io l’Inter Vincitrice dello Scudetto 1970/1971 la ricordo, eppure bene!
In quel campionato giocavano Campioni come Giacomo Bulgarelli, Giuseppe Savoldi (nel Bologna di Edmondo Fabbri), Enrico Albertosi, Pier Luigi Cera, Angelo Domenghini, Gigi Riva (nel Cagliari di Manlio Scopigno), Giancarlo de Sisti (nella Fiorentina di Bruno Pesaola), Pietro Anastasi, Fabio Capello, Franco Causio, Roberto Bettega (nella Juve di Armando Picchi), Roberto Rosato, Gianni Rivera, Pierino Prati (nel Milan di Nereo Rocco), Giovanni Lodetti, Luisito Suarez (nella Sampdoria di Matteo Poggi).
La Beneamata iniziò toccando il fondo per poi risalire fino al tricolore, di nuovo in esaltante rimonta sui “cugini” del Milan. In crisi, la squadra nerazzurra passò da Heriberto “HH2” Herrera a Giovanni “Robiolina” Invernizzi: in rimonta irresistibile, è Campione d’Italia con due turni di anticipo!
Capocannoniere assoluto Roberto “Bobo” Boninsegna con 24 reti (8 rigori), dinnanzi al milanista Prati (19), al bolognese Savoldi (15), allo juventino Bettega (13).
Protagonista assoluto Mariolino Corso: i suoi assist furono manna per le punte, in special modo “Bonimba” (Jair e Mazzola arrivarono a 6 reti).
Vieri, Bellugi, Facchetti, Bedin, Giubertoni, Burgnich, Jair, Bertini, Boninsegna, Mazzola, Corso + Frustalupi, Fabbian, Bordon, Cella, Pellizzaro, Achilli, Oriali, Reif, Righetti, Landini: questa era la rosa di quel campionato, conquistato il 2 maggio 1971 con un rotondo 5 a 0 ai danni del Foggia.
Delle 24 reti del nostro centravanti, ne scelgo 2: quella con il Napoli quando, superando la scarpa dello stopper Dino Panzanato, colpì di testa in maniera fatale, e quella con il Foggia con una spettacolare rovesciata. Ah, “Bonimba”, quanto ti ho amato, pur se sono sempre stato fedelmente “Mazzoliano”!                                                   
EMILIO VITTOZZI
  PRENOTAZIONE ABBONAMENTI

Possono usufruire degli abbonamenti del Club (1° anello Blu Centrale) tutti i soci. Non è richiesta la tessera "Siamo Noi".
Per le partite che seguono prenotarsi entro il termine indicato:

LE PARTITE SARANNO SVOLTE A PORTE CHIUSE.

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"RAFFAELE CRISTIANO"
Via Ferdinando Russo, 2ª Trav., N° 9 Casoria (NA)
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